End of Days Flow Vs Punch: due stili a confronto

End of Days ha portato questo binomio sul palco del Legend Club, per decretare lo stile migliore, ma soprattutto per dare spettacolo.

Il freestyle rap è una disciplina davvero aperta a chiunque, non solo per quanto riguarda le battle. Basta veramente poco – un beat e l’atmosfera giusta – per mettersi in gioco in questa arte. È proprio questo il motivo per cui negli anni si sono contraddistinti vari stili di freestyle, tra i quali, emerge proprio la più grande contrapposizione, che è l’argomento di questo articolo: Flow vs Punch.

Per chi non sapesse bene di cosa stiamo parlando, ecco una breve spiegazione, per chi invece già lo sapesse, si tratta di un piccolo ripasso.

La differenza principale sta nella struttura delle quartine: un punchliner dà l’assoluta priorità alla chiusura, quindi punta a costruire le prime tre quartine in funzione dell’ultima, che dovrà essere di grande impatto sul pubblico; un freestyler che predilige il flow, invece, concepisce il freestyle come esercizio di stile e di tecnica, dando molta più importanza alla metrica e al flusso delle proprie quartine, più che a una frase d’effetto finale, cercando di gasare il pubblico semplicemente con il proprio rap.

Discutere su quale sia il miglior stile potrebbe occupare anni di discussioni, senza portarci a una soluzione oggettiva, ma, per fortuna, End of Days ha deciso di convocare 10 tra i top freestyler italiani, per inscenare un vero e proprio scontro tra Team Flow e Team Punch (rispettivamente Morbo, Bruno Bug, Higher, Mumei & Paride Vs Frenk, Hydra, Kyn, Cuta & Keies).

Il contest

Flow vs Punch era suddiviso in più scontri: 3 vs 3, 2 vs 2, vari 1 vs 1 e il solito 5 vs 5 finale.

Già dai minuti di presentazione si percepiva quanto la serata fosse calda. Inizia il Team Punch, alternandosi con 4/4 a testa, incentrati ovviamente sulle punchline, che non hanno praticamente mai sbagliato, confermando il proprio marchio di fabbrica – anche se Frenk ha tenuto a ricordare con l’ultima quartina quanto il suo freestyle sia completo, quasi a voler comunicare di non sentirsi appartenente a nessuna delle due squadre, piuttosto a entrambe.

Il Team Flow non è stato assolutamente da meno, dispensando flussi e incastri sempre a un livello altissimo. Parallelamente a Frenk, qui Mumei e Bruno Bug hanno portato uno stile misto, giusto per ricordare al pubblico che anche loro sanno fare punchline.

Senza scendere nel dettaglio delle singole battle, vanno menzionate in particolare le prestazioni di alcuni artisti.

Frenk

Si è confermato uno dei migliori della scena, solito stratega e abilissimo architetto di quartine. Qui (forse come mai) ha portato a livelli altissimi le sue predilette quartine spagnole, mettendo a segno tante chiusure degne di nota, che hanno tirato giù il locale.

Un perfetto mix tra praticamente tutti gli ambiti di questa disciplina.

Bruno Bug

Anche lui una conferma, visto il livello delle sue ultime apparizioni. Uno dei flow migliori d’Italia, che, di recente, sta affinando anche le punchline, come ad esempio nell’Italian Fight (sempre targato End of Days), giusto per citare una prestazione del rapper pugliese.

Top class, sempre in evoluzione.

Kyn

Ha contribuito nettamente al punteggio del proprio team, con punch talvolta da K.O. tecnico, sempre coerente e real in ogni rima, nonché simpatico. Non per altro è stato sempre apprezzato dal pubblico, ne è la conferma l’elezione a freestyler of the year 2023.

Prestazione da esperto.

Cuta

Sta vivendo una crescita continua da più di un anno, affilando prestazioni mostruose e vittorie come se nulla fosse. Anche qui ha sperimentato vari flow, oltre a confermare la sua grandissima capacità argomentativa, mixata perfettamente alle risposte a tono lanciate all’avversario.

Esponenziale e costante.

Quindi com’è andata?

Tutto l’evento è stato uno spettacolo degno di questo nome, grazie al contributo di tutti e 10 i freestyler, Rango – host e organizzatore di End of Days, la giuria e il pubblico sempre caldo.

Ma, alla fine, dopo tutte queste battle e tutte queste parole, chi ha vinto? I flussi o le punchline? Finalmente il dibattito è giunto al termine?

Assolutamente no, infatti il Flow vs Punch si è concluso in parità, un finale romantico che vuole ricordarci quanto entrambi gli stili siano imprescindibili, anzi, quanto diano valore al rap se usati in combinazione per costruire quartine più complete e impattanti.

Per ora hanno vinto lo show e l’hip hop, ma – come ufficializzato dallo stesso Rango a fine evento – vedremo più avanti una nuova sfida tra questi due team, che proveranno di nuovo a dimostrare di essere la squadra migliore. Noi, nel frattempo, ci godiamo lo spettacolo.

Andrea Ferrini

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